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Juventus, Sarri: “In Europa possiamo giocarcela quasi alla pari”

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Il tecnico della Juventus Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria per 2-1 sulla Lokomotiv Mosca

Il tecnico della Juventus Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria per 2-1 sulla Lokomotiv Mosca. I bianconeri andati sotto nel primo tempo con il gol russo di Miranchuk, ribaltano la situazione nel giro di due minuti con la doppietta di Dybala, al 77′ e al 79. Queste le parole del tecnico bianconero in conferenza stampa:

Considerando che gli avversari hanno messo un paio di pullman davanti alla difesa, c’è stato un attimo in cui ha cominciato a perdere la pazienza?

Sembrava una di quelle partite che domini e non riesci a mettere a posto. Fortunatamente in campo i giocatori la pazienza l’hanno avuta. Non era facile, con quella densità difensiva. Andare sotto contro queste squadre è la peggior cosa che possa capitare. Non era facile venirne a capo, abbiamo avuto pazienza, abbiamo continuato a giocare e alla fine l’abbiamo messa a posto come logica differenza della quantità di calcio prodotta. Mi hanno detto che abbiamo battuto il dato di possesso palla e supremazia territoriale da quando esiste la Champions. Non era facile venirne a capo, poi chiaro che farlo con qualche tiro da fuori era la situazione più probabile“.

Un giudizio su Bentancur. In quale dei tre ruoli in cui l’ha usato pensa possa fare meglio?

Lui ha questa buona capacità di muovere la palla. In questa fase lo sta facendo meglio da interno e trequartista e non da vertice basso, anche se poi è una qualità tipica del vertice basso. E’ forte, ha buone qualità tecniche e fisiche. E’ ancora in evoluzione, penso alla fine possa diventare un buon vertice basso, ma da qui a 25-26 anni può diventare anche un ottimo centrocampista interno offensivo. Quando trovi questa densità è vero che hai bisogno di giocatori che attacchino l’area, ma anche di muovere la palla velocemente e lui questa qualità ce l’ha”.

Lei che insegnamento porta a casa da stasera soprattutto in vista della gara di ritorno?

Non so se sarà sulla stessa lunghezza d’onda il ritorno perché ora i punti di differenza sono maggiori e hanno bisogno di atteggiamento diverso. Se invece avranno lo stesso atteggiamento vuol dire che il loro obiettivo è l’Europa League. Però non penso, potrebbero provare a giocarsela e verrebbe fuori una partita diversa. I ragazzi hanno avuto la giusta serenità, a un certo punto era anche logico allargarli di più, ma era difficile trovare una soluzione con attaccanti esterni larghi, quindi ho preferito mettere in campo insieme Dybala Higuain e Ronaldo e provare questa soluzione”.

L’ha stupita lo schieramento della Lokomotiv? E lo stato di forma di Joao Mario? C’è un giocatore che l’ha colpita?

La Lokomotiv in campionato gioca spesso con il 4-4-2, mentre in Europa finora aveva privilegiato un 4-1-4-1. Noi da ieri eravamo sicuri avrebbe giocato a 5. Ce lo aspettavamo. Hanno fatto una buona partita difensiva, Joao Mario è sicuramente in un buon momento, l’ho visto in buone condizioni e mi è piaciuto il trequartista che ha giocato dietro Eder, il numero 59. Un sinistro di buona qualità e discreta gamba. E’ una squadra difficile da affrontare, quando assume questo tipo di atteggiamento non è semplice. A Leverkusen aveva addirittura portato via il risultato pieno”.

Sono 22 i gol realizzati dalla Juve. Dal suo punto di vista produrre tanto e realizzare solo il 25% è una buona percentuale?

Oggi abbiamo fatto 28 tiri. Se avessimo fatto il 25% dei gol era tanta roba. Avremmo fatto 7 gol. 25% è una capacità realizzativa impossibile. Diciamo che stiamo segnando meno rispetto a quanto creiamo. E’ anche vero però che i nostri attaccanti nelle nostre partite hanno iniziato a segnare con regolarità e questo ci lascia abbastanza sereni. Se continuiamo a produrre occasioni in questo numero soprattutto”.

Le sembra che la forbice tra il calcio italiano ed europeo si stia riducendo? O sia la stessa? O si stia allargando?

Io penso che ce la possiamo giocare alla pari, pur avendo un handicap con il calcio inglese, che è soprattutto economico perché la loro forza globale in questo momento è fatta di introiti che sfiorano quattro volte quelli della A e ne beneficiano tutti i club. Un po’ riusciamo a ridurlo perché dal punto di vista della professionalità e delle professionalità noi siamo un passo avanti rispetto a loro, ma ridurlo fino ad azzerarlo in questo momento non è sicuramente semplice. Non so se riusciremo collettivamente come movimento a essere competitivi in Europa, però mi sembra che da noi tiri un’aria nuova. Fino a qualche anno fa in Serie A sul 3-0 era finita, ora vedi mentalità da calcio inglese di squadre che vogliono giocare e ribaltano partite che sembravano già segnate. Sta venendo fuori un bel segnale e spero si protragga fino alla fine”.

Come sta Douglas Costa e quando ragionevolmente possiamo rivederlo in campo?

Non lo so perché in questo momento è ancora sotto controllo dello staff medico e so che gli ultimi controlli erano buoni e confortanti. Dovrebbe finire il percorso di riatletizzazione con lo staff medico penso nei prossimi giorni perché la guarigione clinica sembra in fase di arrivo, poi bisogna vedere quando arriverà la guarigione agonistica, perché uno può stare bene clinico, ma deve essere pronto per giocare. Quando lavorerà con la squadra potremo valutare. Lui normalmente è uno che ritorna anche velocemente in buone condizioni. In questo momento dire una settimana o dieci giorni mentirei perché non lo so nemmeno io. Spero nei prossimi 2-3 giorni mi sia rimesso a disposizione“.

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