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Ciani: “26 maggio, che ricordi. La Lazio di Inzaghi è forte”

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Le parole dell’ex difensore della Lazio, Michael Ciani

ROMA – Non c’è dubbio che tra i protagonisti della cavalcata della Lazio che portò alla vittoria della Coppa Italia contro la Roma il 26 maggio 2013 non può non essere menzionato Michael Ciani. Col suo gol agli ottavi di finale contro il Siena all’Olimpico il colosso francese salvò i biancocelesti da una clamorosa eliminazione. Intervistato da Cittaceleste.it ecco come si è espresso sui ricordi di quell’annata, ma anche sul presente.

LE PAROLE DI CIANI

26 maggio: ti ricordi le emozioni di quella finale? Raccontaci il tuo ricordo più bello…

“La cosa più bella che ho vissuto sono state le emozioni prima della partita. Quando abbiamo lasciato Formello, con centinaia di tifosi, motorini, macchine. Ricordo l’attesa, l’ansia, i tifosi che ci hanno seguito fino allo stadio. Sapevamo prima della partita che non potevamo perderla. Ricordo questi momenti come fossero ieri”.

L’idea è di ripartire ma con tanti dubbi: se il giocatore di una squadra dovesse risultare positivo potrebbe essere messa in quarantena tutta la squadra. Che ne pensi?

“Così è impossibile. Le società devono avere molta attenzione, controllarli ogni santo giorno in maniera scrupolosa per evitare che gli stessi contagino i compagni. Quindi i controlli io li farei fare agli staff medici stessi, alle società stesse”.

Come hai valutato la scelta della Francia di sospendere il campionato?

“Per me la Francia ha preso una decisione troppo veloce. Dovevano aspettare, vedere cosa facevano anche Germania, Italia, Spagna e Inghilterra e poi prendere una decisione. Soprattutto per le piccole squadre per la seconda divisione e avevano piccole chances di salvarsi e ora sono condannate. È un vero peccato”.

In Italia si ripartirà e si potrebbe giocare 3 volte a settimana. Considerando la panchina dei bianconeri e quella della Lazio, credi che questo finale di stagione possa condizionare i biancocelesti?

“La Juventus ha una panchina molto più lunga e ha l’abitudine di giocare ogni 3 giorni, ha l’esperienza. La Lazio, invece, non è abituta: non gioca la Champions, non ha una rosa così lunga. Loro sono più pronti, però la Lazio è forte. Deve prepararsi e provare a tenere fino alla fine”. Tare ha un chiodo fisso ed è in vantaggio su tutti per prenderlo <<<VAI ALL’ARTICOLO

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