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Leiva: “Grazie alla Lazio ho riscoperto me stesso”, e sul futuro…

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Ecco le parole del centrocampista della Lazio, Lucas Leiva

ROMA – Tra i perni della formazione della Lazio è impossibile non menzionare Lucas Leiva. Il numero 6 biancoceleste è stato intervistato da Dazn. Ecco come si è espresso sul passato, il presente e anche il futuro.

LE PAROLE DI LEIVA – “Guardo la Serie A ogni volta che posso, ma se nel fine settimana sono a casa guardo il calcio brasiliano o la Premier. In famiglia seguiamo i club a cui sono legato. In famiglia tifiamo Lazio, Liverpool e Gremio. Mia moglie era dell’Internacional, ma credo che ad un certo punto abbia cambiato. Credo tifi Gremio anche lei”.

Sugli inizi: “E’ stato difficile all’inizio. Piano piano sono riuscito ad adattarmi, c’erano molti spagnoli in rosa e anche mister Benitez. La mia personalità latina mi ha aiutato ad ambientarmi visto che non sapevo l’inglese. I primi anni sono stati duri al punto che credevo che non ce l’avrei fatta. Poi le cose cono cambiare, quando impari la lingua e ti sistemi cominci a stare meglio. Ho solo bei ricordi in quei dieci anni al Liverpool. Tra i brasiliani ho il record di presenze. Credo che Firmino mi supererà, gioca 50 gare a stagione. Mi fa piacere, è un ragazzo incredibile”.

Sul Liverpool: “Mi sono adattato bene, fisicamente al mio arrivo non ero pronto. Giocare in un ruolo difensivo ha aiutato la mia creatività, facendomi apprezzare dai tifosi. Negli anni mi sono trovato sempre meglio, con il club e con la cultura della città. Forse sono lo straniero più inglese del Liverpool”.

Sulla Lazio: “Ti reinventi quando ti senti valorizzato nella squadra. Qui ho riscoperto me stesso e la mia famiglia è felice, questo ci aiuta molto. Appena arrivato abbiamo vinto la Supercoppa italiana contro la Juventus. Non succedeva da un po’ di tempo. Ho dimostrato quanto valgo a poco a poco. Avevo grandi aspettative, i tifosi anche visto che venivo da un club come il Liverpool. Non immaginavo sarebbe andata così bene”.

Sul futuro: “Mi piacerebbe tornare in Brasile. Lì ci vive la mia famiglia e i miei amici. Purtroppo i problemi di sicurezza che il Paese vive ci scoraggiano a tornare. Brasile è casa nostra, vengono da lì le mie radici. Qui si sta benissimo, ma mi mancano i pranzi con la famiglia e con gli amici. Non si può avere tutto. Sono grato di dove sono e di ciò che ho raggiunto”.

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