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Buffon: “Calcio francese come quello italiano, qui un’esperienza incredibile”

Gianluigi Buffon, ex portiere della Juventus ora al PSG, ha parlato intervistato da Canal+ in Francia.

PSG -“Sto vivendo un’esperienza incredibile qui a Parigi e che dovevo fare alla mie età. La vita è un apprendimento continuo e bisogna sempre mettersi in mostra. Una persona non si deve mai fermare, è giusto cercare di apprendere quanto più possibile dagli altri. Penso sia una questione di come uno si pone e dell’entusiasmo che metti nell’esperienza che intraprendi. Io sono andato a Parigi convinto di volermi rimettere in gioco come persona e come calciatore e ho trovato quello che cercavo in quel momento. E’ stata ed è tuttora un’esperienza che non mi ha deluso, anzi”.

CUCINA ITALIANA – “Quando sono all’estero il ristorante italiano lo cerco e lo desidero sempre. Principalmente per colloquiare e parlare con altri connazionali perchè quando si è fuori ci si sente più uniti e si fa gruppo. Il mio piatto preferito, così come l’amatriciana. Ma se incominci a permetterti il lusso di prendere 10 carbonare all’anno, significa che poi ti permetti 10 bicchieri in più all’anno…tutto fa cumulo e io non posso permettermi di mollare. Quindi al massimo mi concedo due carbonare a stagione”.

CALCIO FRANCESE – “Noi dall’Italia abbiamo una percezione sbagliata del calcio francese, che secondo me tatticamente è meno evoluto di quello italiano, ma è molto difficile dal punto di vista fisico e tecnico. Ci sono tante individualità di un livello eccelso. Ci sono squadre come il Lille e il Lione che in Serie A arriverebbero tranquillamente nelle prime cinque e questo significa che il livello del campionato francese è almeno come il nostro. Se una squadra come il Rennes, contro la quale abbiamo perso la Coppa di Francia ed in campionato è arrivata ottava, in Europa League ha incontrato l’Arsenal e ha vinto 3-1, vuol dire che il livello è alto, visto che poi gli inglesi hanno battuto facilmente una squadra italiana. Questo vuol dire che dobbiamo essere un po’ più umili nel momento in cui giudichiamo noi stessi e facciamo dei termini di paragone”.

SOCIAL – “Li uso, ma con molta parsimonia. Con Mario ci siamo visti a Nizza e poi con il Marsiglia. Nella seconda parte del campionato francese ha dato prova di essere ancora un giocatore molto valido ed ha avuto un comportamento da calciatore serio e maturo e questo fa bene a lui e poi anche in ottica Nazionale”.

SPINELLI – “Una volta a scuola, quando ero ragazzino, insieme agli amici c’è stata anche la prova di questa sigaretta modificata, chiamiamola così. Poi però ho ragionato e detto che se volevo fare lo sportivo, dovevo prendermi in carico anche determinate responsabilità. Anche se non è una cosa gravissima, non conciliava con le regole del calcio. Quindi è stata la prima ed unica volta. Non me ne pento perché le cavolate, a volte, capita che se non le fai prima, poi le fai dopo”.

RICORDI – “Tanti e tanti ricordi, un gruppo fantastico capeggiato da un allenatore incredibile, soprattutto dal punto di vista empatico e morale. Mi ricordo un Rino Gattuso che, con il suo essere verace, prendeva Pirlo e gli dava un sacco di colpi in testa. E lui se ne usciva sempre rintontito e dolorante. Rino? E’ stato un giocatore incredibile, al di là dell’aspetto tecnico, perché portava moltissimi benefici al gruppo e alla squadra. E queste non sono cose tangibili perché magari dal di fuori non si vedono”.

EX COMPAGNI – “Gattuso, ma anche Fabio Cannavaro, ma anche Materazzi era uno che sapeva creare una bella armonia. In quella Nazionale ce ne erano parecchi”.

FUTURO – “Il Paris Saint Germain mi ha proposto un rinnovo e questo mi fa veramente felice e mi gratifica. Ci incontreremo a giorni per guardare dentro a questo progetto e capire se entrambi riteniamo giusto andare avanti”.

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