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Julio Sergio: “Vedrò il derby, e naturalmente tiferò per la Roma”

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ROMAJulio Sergio, il terzo portiere più forte del mondo ed eroe del derby del 18 aprile 2010 parando il rigore a Floccari, ha rilasciato un’intervista al portale gianlucadimarzio.com.

Sono stato fortunato, quando ero giocatore ho lavorato con tanti allenatori bravi: Ranieri, Spalletti, qui in Brasile Luxemburgo. Ho deciso di prendere il meglio da ognuno. A me piace giocare con il 4-4-2 perché è più equilibrato e ogni tanto utilizzo il 3-4-3. Derby? Vedrò sicuramente la partita e tiferò per la Roma ovviamente. Olsen e Strakosha sono grandi portieri, lo svedese ha grande qualità tecnica. Il primo anno è difficile non è facile arrivare a Roma ed essere subito all’altezza. La caratteristica di un buon portiere? Il portiere deve parare, se sei alto come Courtois e sai parare come lui meglio, se invece hai le caratteristiche di Casillas allora devi essere perfetto tra i pali. Oggi si deve giocare tanto con i piedi. Poi è una questione di opportunità. Io non ero alto per questo dovevo essere molto reattivo. In Italia poi è difficile apprendere la tattica per noi stranieri, perché a un portiere è richiesto di guidare bene la difesa. In confronto al Brasile il portiere italiano ha più possibilità. Allenamenti diversi, non è facile iniziare subito e fare bene, è importante un periodo di adattamento, come fu per Alisson. Fuzato? È diverso da Alisson che già in Brasile aveva fatto vedere cose buone, Fuzato deve fare la sua strada. Ha però l’opportunità di essere in un ambiente di grande competitività, mi auguro che il ragazzo possa avere la stessa possibilità che ho avuto io, esordire e non uscire più. Nuovo Julio Sergio? Possono esserlo tutti, una persona normale, che con il duro lavoro è riuscita a conquistarsi il posto”.

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